Il laboratorio Sguardi sui Generis nasce all'Università di Torino nel 2010 con l'intento di costituire uno spazio di discussione e crescita sulle questioni di genere. Un contenitore aperto, dunque, che si pone il duplice obiettivo di approfondire la formazione teorica e di favorire, al contempo, l'affermazione di una soggettività collettiva capace di confrontarsi e intervenire sulle problematiche di genere più attuali.

mercoledì 10 dicembre 2014

W ( H ) O - M A N

Sguardi Sui Generis & TerzoPiano Biblioteca Autogestita vi invitano a 


W ( H ) O - M A N 
ri-flessione di immagini e corpi sull'abolizione dei sess

Una performance di A j a R i o t 

con Barbara Canova
Annachiara Sarteur
Gino

regia
Isadora Pei


Giovedì 18 dicembre ore 18.30 @TerzoPiano Biblioteca Autogestita (Palazzo Nuovo, piano -2)
A conclusione della performance si terrà un dibattito aperto sui temi dello spettacolo.

lunedì 17 novembre 2014

Assemblea pubblica contro l'omo-transfobia


«Ancora oggi, i più ritengono che la questione omosessuale
concerna esclusivamente una minoranza,
un numero limitato di froci e di lesbiche:
non si vogliono rendere conto che, invece, fintanto che l’omosessualità resterà repressa,
quell’omosessuale sarà un problema riguardante tutti»

(Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale)




A partire dalla giornata del 5 ottobre scorso, con l’uscita in piazza delle “sentinelle in piedi” e la conseguente e doverosa contestazione, vorremmo proporre un momento di confronto aperto, rivolto a student* ed a tutt* coloro che hanno sentito, in quella contestazione, la possibilità di cominciare un discorso sull’omo e transfobia nella nostra città. L’episodio delle sentinelle è solo un sintomo evidente di un odio mai realmente sradicato; la discriminazione è vera e reale, e lo sperimentiamo troppo spesso.
Sentiamo la necessità di interrogarci sulle cause e le forme che l’omotransfobia assume nelle nostre vite quotidiane, provare a immaginare percorsi di resistenza a partire dalle nostre identità sessuali e di genere.
L’eliminazione dallo spazio pubblico di ogni identità non eterosessuale opera a diversi livelli, alcuni più espliciti e violenti, altri meno manifesti ma comunque pervasivi e pericolosi.
Vorremmo che questo spazio di confronto ed elaborazione fosse il più libero possibile, consapevoli anche della delicatezza degli argomenti che vorremmo trattare, e consapevoli della necessità di creare uno spazio che sia “accogliente”, per poter condividere e partire dalle nostre esperienze per andare nella direzione di nuove elaborazioni e soluzioni collettive e condivise.
Questa assemblea vuole essere anche di sostegno alla Transgender Freedom March, che si svolgerà a Torino il prossimo 22 novembre.

Diamo appuntamento per il giorno giovedì 20 novembre alle ore 16.30 nell’atrio di Palazzo Nuovo per questa assemblea pubblica.  
Qui il volantino dell'evento

Individualità e collettivi contro l’omo-transfobia



venerdì 7 novembre 2014

LA RIVOLUZIONE IN ROJAVA, LA GUERRA DELL'ISIS E LA RESISTENZA DI KOBANE

                                                  


CAMPUS INVADERS e LABORATORIO SGUARDI SUI GENERIS presentano:

"La rivoluzione in Rojava la guerra dell'Isis e la resistenza di Kobane".



A Kobane i/le combattenti curdi stanno resistendo all'offensiva dell' Isis. Durante l'incontro discuteremo di quanto sta accadendo in queste settimane e del modello di autorganizzazione sociale che i curdi e le curde stanno elaborando nella zona liberata e autonoma del Rojava. 

Proiezione del documentario: YPJ UN GIORNO IN SIRIA TRA LE DONNE KURDE COMBATTENTI (2014).

A cura di MED centro interculturale curdo e Daniele Pepino.

Interverrà Cosimo Caridi collaboratore de " il Fatto Quotidiano".



L'incontro si svolgerà dalle ore 17.30 nell' Aula C1 occupata del Campus Luigi Einaudi .

domenica 5 ottobre 2014

Proteste in tutta Italia contro le veglie omofobe. A Torino la piazza caccia le "sentinelle"

In diverse decine di città italiane erano state organizzate per oggi manifestazioni pubbliche delle "Sentinelle in piedi", sedicente sigla nata da alcuni mesi a livello nazionale che si auto-presenta come "un gruppo di cittadini che vigila sulla libertà di espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna" e che si batte contro il ddl Scalfarotto. Di fatto, si tratta nient'altro che di una sigla che riunisce cattolici integralisti e reazionari della peggior specie. Dietro la falsa pretesa di manifestare pacificamente rimanendo in silenzio, questi personaggi celano in realtà una violenza molto più grande, quella di difendere pubblicamente retoriche omofobe, discriminatorie e cariche di odio.
Contro queste impresentabili boutade, in diverse città sono stati organizzati dei contro-presidi per manifestare in difesa della libera scelta di tutti e tutte e allontanare la presenza delle sentinelle.

A Torino il passaparola e il tam-tam partiti sui social network negli ultimi due giorni hanno dato vita a una risposta particolarmente numerosa e determinata. Poco prima delle 16 un gruppo di alcune decine di persone hanno provato a entrare in piazza Carignano, dove era previsto il concentramento omofobo, trovandola già completamente militarizzata. Sono volati i primi spintoni contro i manifestanti, allontanati brutalmente, ma nel giro di pochi minuti la situazione si è ribaltata con l'arrivo di centinaia di persone partite dalla vicina piazza Castello per contestare le sentinelle. Nel corso della protesta tanti altri torinesi che si trovavano a passare dal centro hanno deciso di unirsi, molti i giovani e i giovanissimi. In breve, il colpo d'occhio rivelava uno sparuto gruppo di sentinelle in piedi, blindato tra le transenne e i cordoni della celere e circondati tutt'attorno da un migliaio di persone scese invece in piazza per difendere la libera scelta di tutti e tutte.

giovedì 4 settembre 2014

Sessualità e disabilità, queer su ruote - Riprendono gli incontri.

giovedì 18 settembre alle 20,30 al Maurice incontro del percorso sessualità e disabilità (queer su ruote).
l'appuntamento è aperto a chiunque sia interessat@ a seguire il percorso ad aiutare all'organizzazione delle attività future quali:
-autoformazione/workshops e serate di discussione
-formazione del personale  strutture che si occupano di disabilità
-gestione comunicazione (sito e social network)
-bandi per eventuali progetti e contatto altre realtà/enti


We wheel rock you è un percorso promosso dal Maurice, dal Laboratorio sguardi sui genersi e da singoli/e interessat@ alle tematiche
Ecco il testo dell'appello: Cosa accomuna disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo? Forse la marginalizzazione e l'invisibilità dei loro corpi e delle loro vite. Nonché la patologizzazione, o la negazione, della loro sessualità, etichettata come non “normale” e in quanto tale non aderente al discorso egemonico che delinea l'ideale corporeo nel bianco eterosessuale normodotato. In modo simile a ciò che accade alle persone lgbtiq, nella patologizzazione del corpo disabile si lede alla possibilità di vivere una sessualità serena. Al suo corpo non viene data la possibilità di scegliere una vita sessuale appagante, lo si passivizza, medicalizzando la propria esistenza. Il corpo disabile viene reso asessuato o gli si impone una sessualità compassionevole e caritatevole annullando la sua capacità di essere potenzialmente fonte di piacere e di vivere una sessualità attiva. L’idea che muove queste riflessioni è di portare avanti un dialogo e una discussione condivisa tra soggetti che riconoscono la forza critica delle esperienze corporee e sessuali marginali, potendo usare gli strumenti critici che il pensiero queer ci ha dato come punto di partenza comune e nella prospettiva di liberare nuovi immaginari.

giovedì 7 agosto 2014

Il discorso israeliano sulla violenza sessuale emerge nell'assalto a Gaza

Pubblichiamo la traduzione di un articolo apparso oggi sul sito Maam News Agency a firma Alex Shams.

Una donna indossa solo una bandiera israeliana durante una manifestazione di fronte alle Nazioni Unite, 28 Luglio 2014 a New York. (AFP / Stan Honda)

Mentre le bombe cadevano su Gaza nelle ultime quattro settimane, un'altra guerra era in corso, con in palio i cuori e le menti del pubblico globale.
Anche se meno letale, questa guerra di parole offre uno sguardo eloquente sui cambiamenti in corso tra gli intellettuali mainstream israeliani e sionisti, rivelando che ciò che gli esperti sostengono è una visione del mondo sionista sempre più violentemente razzista e sessista.
Diana Buttu, avvocato palestinese ed ex membro del gruppo di negoziatori dell'Olp, ha detto a Ma'an che, da quando è iniziato l'assalto israeliano, è stata sommersa da centinaia di e-mail cariche di odio e minacce violente. Anche se lei è "abituata" a ricevere odio per posta, ha detto che il tono e la quantità era "senza precedenti".
"In passato ricevevo messaggi in cui mi chiamavano pazza o fuori di testa, ma ora dicono cose come 'dobbiamo uccidere tutta la feccia musulmana', senza scordare i gruppi organizzati di israeliani che inviano regolarmente messaggi di posta elettronica per insultarmi."

lunedì 28 luglio 2014

La guerra di Israele contro le donne di Gaza e i loro corpi

Pubblichiamo la traduzione (a cura di Infoaut) di un articolo scritto il 23 luglio da David Sheen sul sito http://muftah.org, che rende bene l'idea di come la guerra di Israele contro la Palestina - e in particolar modo su Gaza - si faccia largo su più fronti, compreso quello del corpo delle donne.

Al cominciare della terza settimana dell'ultimo assalto di Israele a Gaza, la forza distruttiva scatenata sulla Striscia ha preso un tributo enorme, con oltre 650 palestinesi morti, più di 4.200 feriti - per lo più civili - e centinaia di migliaia di senzatetto. Come vede da Gaza, il livello di incitamento razzista anti-palestinese da parte dei maggiori esponenti politici, religiosi e culturali israeliani raggiunge ogni giorno nuovi picchi, ed ha assunto anche un tono misogino.

PROMUOVERE LO STUPRO DI GAZA E DELLE DONNE GAZAWI

Il 21 luglio i media israeliani hanno riferito che Dov Lior, rabbino capo dell'insediamento Kiryat Arba in Cisgiordania, ha emesso un editto religioso sulle regole di ingaggio in tempo di guerra, che ha poi inviato al ministro della Difesa del Paese. L'editto dichiara che secondo la legge religiosa ebraica, è lecito bombardare innocenti civili palestinesi e "sterminare il nemico."
Mentre Lior è tenuto in grande considerazione, è anche associato con il sionismo religioso di "ala conservatrice." Al contrario, David Stav, rabbino capo della città di Shoham è considerato un leader di una corrente "liberale" del sionismo. In un editoriale pubblicato lo stesso giorno dell'editto precedente, Stav definiva l'assalto a Gaza come una guerra santa, comandata dalla Torah stessa e che quindi deve essere spietata.

giovedì 17 luglio 2014

Queers for Palestine

Pubblichiamo un appello che sta girando in rete in questi giorni redatto da varie realtà femministe e LGBTQ che prende parola sull'ennesima aggressione a danno della Palestina, mettendo in luce e denunciando i tentativi di "Pinkwashing" da parte di Israele.
In queste settimane sono inoltre molti gli appuntamenti di mobilitazione in diverse città italiane e non solo: rilanciamo l'appuntamento a Torino per questo sabato - 19 luglio - per il corteo che partirà alle 15 dall'ex stazione Ceres. (qui l'evento)
Free Palestine!

In questi giorni stiamo assistendo con orrore all’ennesima aggressione militare israeliana alla Striscia di Gaza in seguito al presunto sequestro e omicidio di tre giovani israeliani da parte di Hamas.
Il bollettino di guerra ci parla di decine di morti tra i civili palestinesi, tra cui moltissimi bambini. Mentre il cielo di Gaza esplode senza lasciare tregua ad una popolazione stremata da decenni di occupazione militare e apartheid, Israele continua a presentarsi senza pudore alla comunità internazionale come l’unico stato del Medio Oriente impegnato nella difesa della democrazia, dei diritti universali e del riconoscimento delle soggettività LGBT.
Non ultimo il tentativo, avvenuto pochi giorni dopo la sparizione dei tre ragazzi israeliani, di mistificare la tortura e l’omicidio di un giovane palestinese da parte di alcuni coloni israeliani come un delitto d’onore messo in atto dagli stessi familiari della vittima a causa della sua omosessualità, mentre in Israele e in diverse città occidentali (compresa Roma) si moltiplicavano aggressioni feroci da parte di estremisti sionisti verso palestinesi e sostenitori della causa palestinese.

martedì 17 giugno 2014

Le facchine paura non ne hanno!


All’interporto di Bologna le facchine della cooperativa Mr Job stanno lottando contro le condizioni di sfruttamento in cui da anni lavorano. Condizione comune, purtroppo, a molti altri lavoratori al servizio delle cooperative ma qui si aggiunge un ulteriore elemento di ricattabilità: il genere. Queste lavoratrici –per la maggior parte donne straniere- hanno subito, oltre a soprusi e irregolarità di varia natura, anche molestie di tipo sessuale.
I responsabili si sono posti nei loro confronti come dei padroni assoluti e anche le parole utilizzate richiamano immaginari che vorremmo non esistessero: nelle interviste sentiamo usare la parola punizione, le lavoratrici riferiscono di capi che usano espressioni come:”qui Allah non esiste, sono io il tuo Dio e si fa come dico io” e raccontano di intimidazioni ricevute a proposito di possibili gravidanze e di violazioni continue della propria privacy e dei proprio spazi.
Ci sembra importante ribadire le responsabilità anche di chi come la Yoox appalta il lavoro alle cooperative per poi non curarsi minimamente delle condizioni di chi di fatto lavora a tutti gli effetti per l’impresa: dietro l’immagine smart di quest’azienda, fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana si celano condizioni vergognose e tutt’altro che friendly!

lunedì 16 giugno 2014

"Sessualità e disabilità, una prospettiva queer?" al topride 2014

mercoledi 18 giugno 2014
ore 20.30
Maurice glbtq
Via Stampatori, 10
sessualità e disabilità: una prospettiva queer?

VERSO IL TORINO PRIDE 2014 DEL 28 GIUGNO
(a seguito della discussione del 4 giugno promossa dal Maurice e dal Laboratorio sguardi sui generis):
incontro  di riflessione  e  organizzazione in vista della partecipazione al torino pride prossimo venturo


Cosa accomuna disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo? Forse la marginalizzazione e l'invisibilità dei loro corpi e delle loro vite. Nonché la patologizzazione, o la negazione, della loro sessualità, etichettata come non “normale” e in quanto tale non aderente al discorso egemonico che delinea l'ideale corporeo nel bianco eterosessuale normodotato.
In modo simile a ciò che accade alle persone lgbtiq, nella patologizzazione del corpo disabile si lede alla possibilità di vivere una sessualità serena. Al suo corpo non viene data la possibilità di scegliere una vita sessuale appagante, lo si passivizza, medicalizzando la propria esistenza. Il corpo disabile viene reso asessuato o gli si impone una sessualità compassionevole e caritatevole annullando la sua capacità di essere potenzialmente fonte di piacere e di vivere una sessualità attiva.
 L’idea che muove queste riflessioni è di portare avanti un dialogo e una discussione condivisa tra soggetti che riconoscono la forza critica delle esperienze corporee e sessuali marginali, potendo usare gli strumenti critici che il pensiero queer ci ha dato come punto di partenza comune e nella prospettiva di liberare nuovi immaginari.

http://radioblackout.org/2014/06/verso-il-torino-pride-2014/

martedì 10 giugno 2014

Voci di donne sulla violenza di Stato: un contributo ai microfoni di Interferenze

In avvicinamento alla due giorni "Voci di donne sulla violenza di Stato" che si terrà in Valsusa il 14 e il 15 giugno, le redattrici e i redattori di radio Blackout propongono un percorso radiofonico che approfondisce vari aspetti di questo tema, purtroppo di estrema attualità. Qui potete trovare il programma completo delle trasmissioni che si occuperanno di proporre approfondimenti e interviste in vista della due giorni, e man mano anche i podcast delle puntate.

All'interno di Interferenze (in onda tutte le domeniche dalle 16 alle 17), una delle voci di donne che noi abbiamo intervistato come contributo alla riflessione è Simona, con cui abbiamo parlato del cosiddetto decreto 93 formulato e poi approvato nell'agosto 2013. Il decreto, tristemente famoso come “decreto femminicidio”, è un caso paradigmatico di pinkwashing, ovvero dell'utilizzo di tematiche di genere con finalità politiche strumentali, in questo caso specifico si utilizza la presunta retorica di difesa delle donne con finalità politiche strumentali volte alla criminalizzazione dei movimenti sociali, in particolare del movimento NO TAV.

mercoledì 28 maggio 2014

Sessualità e disabilità, una prospettiva queer?

Mercoledi 4 giugno 2014 ore 20.30
Presso il circolo Maurice glbtq
Via Stampatori, 10
 
Una discussione aperta sul tema promossa dal Maurice e dal Laboratorio Sguardi sui Generis:

Cosa accomuna disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo? Forse la marginalizzazione e l'invisibilità dei loro corpi e delle loro vite. Nonché la patologizzazione, o la negazione, della loro sessualità, etichettata come non “normale” e in quanto tale non aderente al discorso egemonico che delinea l'ideale corporeo nel bianco eterosessuale normodotato.
In modo simile a ciò che accade alle persone lgbtiq, nella patologizzazione del corpo disabile si lede alla possibilità di vivere una sessualità serena. Al suo corpo non viene data la possibilità di scegliere una vita sessuale appagante, lo si passivizza, medicalizzando la propria esistenza. Il corpo disabile viene reso asessuato o gli si impone una sessualità compassionevole e caritatevole annullando la sua capacità di essere potenzialmente fonte di piacere e di vivere una sessualità attiva.
 L’idea che muove queste riflessioni è di portare avanti un dialogo e una discussione condivisa tra soggetti che riconoscono la forza critica delle esperienze corporee e sessuali marginali, potendo usare gli strumenti critici che il pensiero queer ci ha dato come punto di partenza comune.

venerdì 23 maggio 2014

Gli strumenti del padrone non smantelleranno mai la casa del padrone...


La prima volta che mi sono draggata, “travestita da uomo”, è stata un'esperienza molto forte, avevo letto del workshop drag king da qualche parte e mi ci ero iscritta, timidamente, aspettando l'ultimo secondo utile. Delle parole dette non ricordo molto - costruzione e decostruzione, performatività, parodia, svelamento – quello che, a distanza di tempo ed esperienze, continuo a ricordare meglio sono i riflessi di volti concentrati, intenti a cambiare fisionomia.
I peli, appicicati con cura sul viso, non diventano come d'incanto barbe vere, eppure sono tutt'altro che “posticce”, come le maschere di una scena teatrale, sanno trasfigurare la realtà mostrandone verità profonde. Per molt* draggarsi, almeno per la prima volta, è un'esperienza di forte ampliamento della percezione del sé, delle proprie possibilità di essere e, di riflesso, di comprensione corporea della rigida prescrittività nella quale ci troviamo a vivere quotidianamente.

Come Laboratorio organizzare un workshop drag king ha voluto dire provare ad attraversare collettivamente questo tipo di esperienza ampliandone la possibilità di analisi. Ci ha permesso di ricogliere e ricollocare quelle parole chiave di decostruzione capaci di mostrare e descrivere alcuni di quegli aspetti più normativi e falsamente neutri della società. “Giocare con i generi” significa saper rendere evidente la falsità della naturalità di maschile e femminile. Permette di evidenziare il persistere di un rapporto di potere asimmetrico tra uomini e donne e, non ultimo, mette in luce come l'eterosessualità si rappresenti oggi come un orientamento neutro rispetto ad altre scelte sessuali possibili, oscurandone la propria normatività. (Per un approfondimento sul fenomeno drag king in Italia rimandiamo a Il re nudo a cura di M. Baldo, R. Borghi, O. Fiorilli)

venerdì 2 maggio 2014

Ma voglio vincere nei miei termini

In collaborazione con Commonware.

Sarà in libreria nei prossimi giorni Sorella outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde (Il Dito e La Luna, 2014).
È un testo di grande importanza, che introduce nel dibattito italiano il pensiero potente e radicale di una femminista “nera, lesbica, madre, guerriera e poeta”. Anticipiamo i testi “La poesia non è un lusso” e “Un’intervista: Audre Lorde e Adrienne Rich", accompagnati dall’intervista a Margherita Giacobino, che ha curato la traduzione.

Audre Lorde resta ancora pressoché sconosciuta in Italia, questa omissione delle traduzioni del suo pensiero nella nostra cultura femminista può essere riconducibile a razzismi e classismi che caratterizzano parte del femminismo stesso nostrano, o forse la parte più autorevole e visibile di un femminismo bianco privilegiato cattolico ufficialmente eterosessuale. Qual è l’importanza di tradurre il suo pensiero oggi in Italia?

Non posso rispondere sull’importanza di tradurre il pensiero di Lorde a nome di altre persone, né posso farlo per un movimento che non sono neanche sicura di conoscere. Posso rispondere per me, in base alla mia esperienza, di persona che frequenta il pensiero di Lorde da più di dieci, quindici anni; Da quando furono organizzati i primi corsi al Maurice di Letteratura Lesbica mi sono convinta che era un’autrice da tradurre e ancor più lo credo adesso che ho realizzato questo lavoro per il quale ho letto veramente tutto di lei e ci ho lavorato a fondo.
L’importanza di conoscere e tradurre il pensiero di Lorde a mio avviso risiede nel suo essere estremamente aderente alle realtà fattuali. Lorde ci spinge a prendere sempre coscienza di quelle che sono le nostre realtà di vita, di classe, anche (le realtà) economiche, e a non pensare in maniera astratta, che poi si finisce sempre per negare il punto di vista di chi pensa; Per negare una parzialità facendola diventare fittiziamente universale. E, poi, c’è il modo in cui lei unisce, in maniera molto coerente e molto onesta, la sua vita, il suo privato, il suo percorso dentro di se con il lavoro politico esterno. Questo è anche un altro aspetto che considero rispetto alla dell’Italia, la politica oggi è quel regno là, dove ci si sporca le mani, dove si fa solo compromesso, dove si hanno sempre sott’occhio altre priorità, altre urgenze; Lei invece su questo ci riporta veramente a un lavoro che unisce il privato, l’individuo, l’interiorità e la soggettività con il politico, ci indirizza cioè verso tutta una serie di pensieri, di iniziative che è possibile fare in campo strettamente politico ma – almeno per me è stato così – ci fornisce un grande aiuto anche per quanto riguarda la vita quotidiana.

lunedì 14 aprile 2014

Come un cuore grande il cielo...Ciao Anna

Non abbiamo parole per esprimere il dolore e la rabbia per la perdita di Anna, sentiamo più che mai nostro quanto scrivono le compagne e i compagni del CSOA Gabrio. Anna siamo tutte noi ed è per questo che lottiamo contro chi tenta di strumentalizzarci per fare squallida campagna antiabortista, perché di aborto non si muoia né qui né altrove, perché la maternità o la non maternità siano sempre delle libere scelte! Come un cuore grande il cielo...ciao Anna


                                               Anna siamo tutte noi

“Torino, donna muore dopo l’aborto con la pillola”, La Stampa, 11 aprile 2014
“Aborto, muore in ospedale dopo aver usato la RU486”, Repubblica, 11 aprile 2014
“Morta dopo l’aborto farmacologico anche il ministero apre un’inchiesta”, La Stampa, 12 aprile 2014

Torino, una donna di 36 anni muore in ospedale dopo aver effettuato un’interruzione di gravidanza. I quotidiani hanno le idee chiare. C’è aria di scoop, inizia la giostra.
Eh già, perché non solo è morta di aborto (dato ancora da verificare, dal momento non ci sono gli esiti dell’autopsia), ma di aborto farmacologico e si tratterebbe del primo caso in Italia, uno dei pochi nel mondo.

domenica 13 aprile 2014

Diana Pornoterrorista a Torino: appuntamenti e spot radio

Il 18 e il 19 Aprile Diana Pornoterrorista concluderà il proprio tour italiano facendo tappa a Torino.
Le occasioni per incontrarla e conoscerla saranno distribuiti su entrambi i giorni, ecco un riepilogo per non perdersi nessun appuntamento!

Venerdì 18 aprile
ore 21.30 @ Radio Blackout (via Cecchi 21/a): presentazione dell'edizione italiana del libro "Pornoterrorismo" assieme all'autrice Diana J. Torres.
A seguire dj set per agitare i portacode a cura dei peggiori, ma più carins, dj di radio Blackout & Co. Selezioni by Affinity e Acast!

Sabato 19 aprile
- ore 15 @ Circolo Maurice (via Stampatori 10): workshop teorico sull'eiaculazione femminile.
(Richiesta iscrizione via mail a pornoterrorismoitalia@gmail.com. Costo 4 euro). A seguire aperitivo benefit!

- ore 22 @ csoa Gabrio (via Millio 42): performance pornoterrorista (ingresso con sottoscrizione a 5 euro)
A seguire... "Musica per rilassare la mutanda" con selezioni Affinity!

venerdì 4 aprile 2014

Guerra all’eteropatriarcato. Welcome to Italy, Diana Pornoterrorista!

Il mio corpo, il mio corpo, IL MIO CORPO.
Dove io comando, stronzi!
Transfrontiera – Diana J. Torres

Finalmente ci siamo! Siamo liete di annunciare che dal 9 al 19 aprile partirà un tour che toccherà diverse città italiane e che vedrà Diana J. Torres presentare il suo primo libro dal titolo “Pornoterrorismo”.
Si tratta di un testo essenziale della lotta del femminismo pro-sex e per l'assunzione della sessualità e del corpo come territori da decolonizzare dalla repressione patriarcale, ecclesiastica e capitalistica.
E' stato pubblicato con successo in Spagna, Francia, Messico e ora anche in Italia grazie alla casa editrice Malatempora.

La realizzazione di questo tour è stata resa possibile grazie a tutte e tutti coloro i quali hanno sostenuto il progetto di autofinanziamento dal basso che nello scorso mese è stato lanciato sul Verkami.
Le città che verranno attraversate da quella che si rivelerà una vera e propria calamità naturale sono Palermo, Napoli, Roma, Bologna, Genova, Milano, Rho e Torino.
A questo link trovate le info città per città con luoghi, orari, attività, contatti e tutto quello che c’è da sapere su dove e come si svolgerà il tour.

sabato 8 marzo 2014

8 MARZO, #AUTODETERMINATE IN LOTTA!

L'8 Marzo per noi non è mai stata una ricorrenza ma un'occasione per ripensare le lotte del passato e trarne nuova forza per i conflitti in corso. La lotta per l'autodeterminazione delle donne non è un vezzo della memoria ma un campo di battaglia su cui oggi più che mai è in corso uno scontro.

Le politiche di austerity trovano efficacia anche nel frammentare il corpo sociale isolando tante più ricette quante più identità si possono trovare. In altre parole la crisi non è neutra e ha una sfaccettatura particolare per ognun* di noi. C'è una crisi che vede solo chi è migrante, una crisi che vede solo chi lavora nel terziario, un'altra per chi lavora nella sanità e un'altra ancora per le donne. Attaccare questa visione vuol dire agire un'immediata ricomposizione del tessuto sociale a partire dalle lotte.

In molte piazze d'Europa oggi la parola d'ordine è #autodeterminazione, una parola da pensare in relazione alle possibilità materiali di scelta. Nell'Europa della crisi non tutte abbiamo le stesse possibilità di acceso ai servizi e dunque non tutte possiamo scegliere su noi stesse allo stesso modo. Questo concretamente vuol dire poter avere accesso gratuito e sicuro all'aborto piuttosto che avere una copertura sanitaria degna, o ancora la possibilità di interrogarsi sul proprio corpo e la propria sessualità in maniera informata e consapevole. Ma vuol dire anche poter scegliere il proprio lavoro, i propri partners ma soprattutto poter stabilire i tempi della propria vita.

lunedì 3 marzo 2014

8 marzo - una giornata di lotta per l'autodeterminazione!

Si avvicina l'8 marzo e anche quest'anno le donne No Tav partecipano attivamente scendendo in piazza per fare di questa data una giornata che parli di lotta e autodeterminazione.
Di seguito pubblichiamo il loro comunicato e rilanciamo l'appuntamento per la manifestazione di Torino: ci vediamo alle 14.30 in piazza Vittorio!

Anche quest’anno portiamo il nostro contributo alla giornata dell’otto marzo, storica data che ci ricorda il prezzo che le donne pagano  quando diventano protagoniste della loro vita e attive nelle lotte sociali.

In quell’otto marzo degli inizi del novecento, un centinaio di operaie bruciarono all’interno di una fabbrica occupata: chiedevano migliori condizioni di lavoro, diritti.

A più di cento anni di storia molte cose abbiamo cambiato provando ad uscire dallo schema madre-sposa e conquistandoci sempre più spazi, in quanto persone con una propria testa e propri desideri.
Riteniamo inaccettabili il tentativo di modificare la legge 194 che regolamenta l’aborto, la mafia degli obiettori, la difficoltà di accesso alla procreazione assistita.
Così come consideriamo un attacco all’autodeterminazione delle donne anche la mancanza assoluta di sostegno economico e servizi a quelle che scelgono di avere figli, la mercificazione della sessualità , l’impossibilità di scegliere la propria sessualità fuori dai modelli culturali imposti , il femminicidio…

Tutto questo è la conseguenza di un sistema che si impone con l’autoritarismo e la violenza.

La nostra ventennale lotta al progetto-rapina del Tav ci ha portato ad avere maggiore consapevolezza dell’importanza del nostro impegno sociale. Una responsabilità verso noi stesse, ma anche verso le generazioni future alle quali non vogliamo lasciare né debiti né scempi.

Siamo state molto colpite dalle testimonianze di altre donne come noi che vivono il loro impegno per la difesa del territorio, ma che oggi sono costrette a raccontare dei loro tumori al seno o all’utero, dei bambini che si ammalano di leucemie e di una terra una volta fertile che ormai produce solo più veleno.

mercoledì 19 febbraio 2014

01/03 Sguardi Sui Generis & Maurice GLBTQ presentano: Apocalittica...è arrivata la fine dei tempi!

Sabato 1 Marzo Sguardi Sui Generis & Maurice GLBTQ presentano una serata di fine Carnevale da non perdere!

APOCALITTICA: 
è arrivata la fine dei tempi... ed è frocissima!

Dalle ore 22 presso il centro sociale Askatasuna di Torino 
(corso Regina 47):

* Drag Show di Saturnia Galattica ed Espressioni Vaganti

* Proiezioni di video queer-porno-zombie tra cui L.A. Zombie di Bruce LaBruce

* Dj Setting di Ira Queer, Skokkiatello & Elettrosciocchine all nite long!

Come to the drag side... nessuno ci può moderare!



giovedì 6 febbraio 2014

Siamo tutte No Tav: Chiara libera subito!

Dallo scorso 9 dicembre quattro No Tav si trovano rinchiusi in carcere con l'accusa di attentato con finalità terroristiche in riferimento ad un attacco portato al cantiere di Chiomonte nel mese di maggio. 
Tra di loro Chiara, trasferita pochi giorni fa dal carcere torinese delle Vallette a quello romano di Rebibbia, sottoposta ormai da settimane al regime di isolamento. Chiara, assieme a migliaia di altri No Tav, è colpevole di non arrendersi all'arroganza di chi cerca di imporre con ogni mezzo un'opera inutile ed insensata quale il Tav, pretendendo di calpestare una valle intera e la resistenza di un movimento ormai ventennale in nome del profitto. Di fronte all'ormai evidente accanimento giudiziario scatenato contro chi, al grido No Tav, ha scelto di immaginare e costruire assieme un futuro diverso, non possiamo che stringerci attorno a Chiara ed esprimerle il nostro massimo sostegno in queste difficili settimane, consapevoli di lottare dalla parte del giusto.
Sappiamo bene quanto la solidarietà sia l'arma migliore che il movimento No Tav ha sempre messo in campo di fronte al moltiplicarsi di arresti, denunce e intimidazioni susseguitisi negli ultimi anni. Per questo invitiamo tutti e tutte a non lasciare sola Chiara durante la sua reclusione, con l'augurio di rivederla libera al più presto.

Per scriverle:
Chiara Zenobi
Casa Circondariale Rebibbia
via Bartolo Longo, 92
00156 Roma

Di seguito pubblichiamo una sua bella lettera diffusa da diversi siti nei giorni scorsi.

...sempre in alto i cuori No Tav: Chiara libera, liber* tutt*!


lunedì 3 febbraio 2014

Cosa può un corpo di donna

Ripubblichiamo, dal sito commonware.org, questo scritto di Simona De Simoni, come riflessione che condividiamo sull'attacco del governo spagnolo all'autodeterminazione delle donne in tema di maternità e aborto, e sulla tematica più in generale.


Lo stretto controllo e la sollecitudine eccessiva di cui questa società dà prova nei confronti delle donne non esprime altro che la sua preoccupazione di riprodursi in modo identico, e di padroneggiare la propria perpetuazione.
Tiqqun, Elementi per una teoria della Jeune-Fille


Il 20 dicembre il governo spagnolo ha approvato una legge fortemente restrittiva in materia di aborto (Ley Orgánica de Protección de los Derechos del Concebido y de la Mujer Embarazada) che ora attende l'approvazione del parlamento iberico per entrare effettivamente in vigore. Nel frattempo, donne e uomini spagnoli – ampiamente appoggiati da espressioni di solidarietà transnazionali – si sono mobilitate/i per interrompere il corso del provvedimento e mettersi al riparo da una legge che, con buona probabilità, sarebbe da annoverare tra le peggiori della recente storia spagnola ed europea. Per questa ragione, nelle ultime settimane, si è tornati a parlare di aborto con una certa insistenza. Tuttavia, la questione non (ri)spunta dal nulla e da tempo si è abituati a convivere con una sorta di “rumore bianco”, un attacco continuo, insistente e violento a quel “meta-diritto” che è la possibilità di scegliere. In Italia, in modo particolare, il lamento macabro dei cosiddetti pro-life è stato accolto e assecondato dalle istituzioni di ogni orientamento e colore trasformandosi in normative regionali che, di fatto, cercano di trasformare i consultori in luoghi di persecuzione. Più in generale, si può registrare un forte incremento di retoriche reazionarie e integraliste su scala europea che giocano gran parte della loro battaglia politica sul corpo delle donne e sulla definizione della sessualità. Dunque, tenendo conto del grado di generalità della questione, si possono formulare alcune ipotesi di lettura politica del recente attacco spagnolo al diritto di aborto con l'obiettivo di entrare in risonanza con i tanti contro-canti della crisi che, sempre più numerosi, emergono da ogni dove.

giovedì 30 gennaio 2014

1 Febbraio, Yo Decido! Al fianco delle donne spagnole per il diritto all'aborto

YO DECIDO - DECIDO IO
AL FIANCO DELLE DONNE SPAGNOLE
PER UN ABORTO LIBERO E SICURO

SABATO 1 FEBBRAIO ORE 15
SOTTO IL CONSOLATO SPAGNOLO IN PIAZZA CASTELLO A TORINO
INIZIATIVA DI SOLIDARIETA' E CONTROINFORMAZIONE
(PRESIDIO E VOLANTINAGGIO)

Collettivi Femministi, Associazioni di Donne e Singole di Torino
Al fianco delle Donne Spagnole
Per l'Autodeterminazione

IL PRIMO FEBBRAIO, AL FIANCO DELLE DONNE SPAGNOLE
PER UN ABORTO LIBERO E SICURO!

In questi giorni il nemico dichiarato del governo spagnolo sembrano essere le donne, con un progetto di legge antiaborto significativamente denominata “Legge organica di protezione dei diritti del Concepito e della Donna in gravidanza” che, vista la maggioranza di cui gode il Partito Popolare, sembra destinato a riportare indietro le lancette del tempo.
Dall'essere un diritto, come nella legge Zapatero del 2010, l’aborto torna ad essere reato, sebbene depenalizzato, e consentito in due sole circostanze, in caso di violenza sessuale o se sussistono gravi rischi per la salute fisica o psicologica della donna. In tutti gli altri casi, sarà vietato per legge, con l'ovvia e terribile conseguenza di un ritorno agli aborti clandestini. La legge, che fa carta straccia della precedente, si presenta dunque ancor più restrittiva di quella in vigore dal’85 al 2010, di cui in parte ricalca l’impianto.
I gravi rischi devono essere certificati e motivati da due specialisti diversi dal medico che eseguirà l’interruzione di gravidanza. Nel primo caso il termine scade alla dodicesima settimana, e solo se la violenza è stata denunciata, mentre nel secondo il limite è fissato a ventidue settimane. Le motivazioni dovranno essere valutate da specialisti della patologia, dopo di che la donna sarà costretta ad attendere altri setti giorni prima di una decisione definitiva, che altri avranno preso per lei.

giovedì 23 gennaio 2014

Nessuno spazio agli antiabortisti, né all'università né altrove!

Nella giornata di domani, 24 gennaio, il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell'Università di Torino ospiterà un incontro dal titolo “L’inizio della vita, luci ed ombre”, presentato come “convegno scientifico”. Se il titolo si presenta già di per sé piuttosto ambiguo, basta dare un rapido sguardo alle associazioni che promuovono l’iniziativa per comprendere che – a dispetto della sede in cui si terrà l’incontro - si tratterà di un convegno che di scientifico ha ben poco.

Il principale organizzatore è infatti Federvita Piemonte, una sigla che raccoglie sotto di sé diverse associazioni cosiddette “pro-life”, un movimento di fondamentalisti cattolici che fa della crociata contro l’aborto la propria missione.

A coronare l’iniziativa c’è poi il patrocinio della Regione Piemonte, un fatto che purtroppo poco ci stupisce dal momento che – a partire dal suo insediamento a capo della giunta – il governatore Cota si è sempre speso con grande e dichiarato impegno per fornire supporto alle associazioni anti-abortiste, tentando con ogni mezzo di permettere ai volontari di gruppi come il “movimento per la vita” di entrare nei consultori e negli ospedali.