Il laboratorio Sguardi sui Generis nasce all'Università di Torino nel 2010 con l'intento di costituire uno spazio di discussione e crescita sulle questioni di genere. Un contenitore aperto, dunque, che si pone il duplice obiettivo di approfondire la formazione teorica e di favorire, al contempo, l'affermazione di una soggettività collettiva capace di confrontarsi e intervenire sulle problematiche di genere più attuali.

venerdì 27 aprile 2012

Non chiamiamoli delitti passionali: la passione non c'entra nulla!


Delitto passionale, questo il modo più comune attraverso cui vengono nominate le morti di compagne, mogli, figlie e fidanzate, andando a patinare di eccezionalità e romanticismo atti così frequenti da divenire sistematici. Ogni due giorni una donna viene uccisa e spesso per mano di un uomo, afferma Lorella Zanardo; secondo il Cedaw i casi di femminicidio aumentano ogni anno del 6,7 % e quasi tutti avvengono in seno alla famiglia.

L’omicidio di Vanessa Scialfa, ventenne assassinata dal fidanzato ad Enna (Palermo), non fa eccezione: la gelosia, la furia emotiva, il raptus di collera con l’aggiunta di un po’ di cocaina, vanno a descrivere quello che diviene un fatto di pura cronaca, cancellandone ogni traccia di responsabilità sociale collettiva e culturale. Oltre a creare un muro di silenzio sulla gravità e l’ampiezza del fenomeno della violenza sulle donne, la pura cronaca è una modalità comunicativa che, sistematicamente, distoglie l’attenzione dagli aspetti strutturali del problema e dal ragionare criticamente su un sistema che produce la propria sofferenza trasformandola vouyeristicamente in episodi.

Di seguito alcuni degli articoli usciti oggi:

Repubblica.it Palermo
D - La Repubblica
Il Fatto Quotidiano
Adnkronos

mercoledì 25 aprile 2012

SEMPRE PARTIGIANE!


In vista del 25 aprile, come laboratorio Sguardi Sui Generis, vorremmo pubblicare le interviste realizzate con alcune donne della Valsusa. Tali audio erano stati da noi realizzati a ridosso dell'8 Marzo ma riteniamo significativo diffonderli in occasione dell'anniversario della Liberazione, per l'importanza di sottolineare il filo rosso della Resistenza che unisce le partigiane di ieri con le donne resistenti del movimento NO TAV di oggi. Donne di diverse generazioni, in prima linea in ogni aspetto di questa lotta: da quelli organizzativi, ai momenti di forte contrapposizione con le forze dell'ordine, passando per i momenti assembleari che sempre le vedono protagoniste, senza mai delegare ad altri la difesa della propria esistenza e di quella delle generazioni future, come sottolinea Ermelinda.











Sono stati scritti -dai media- diversi articoli sulle donne del movimento, di uno di questi si parla anche nelle interviste con l'esplicita intenzione di rispedire al mittente le insensate critiche e i giudizi -altrettanto assurdi- che il giornalista crede di poter rivolgere alla parte femminile del movimento.

Sarebbe senz'altro più rassicurante se le donne del movimento rispondessero alla visione stereotipata di questi personaggi che le classificano solo in base all'equazione bellezza=sicura bontà d'animo e mitezza, oppure che vorrebbero ritrarle tutte come amabili signore intente a preparare il tè e a imbottire panini mentre gli uomini fanno il “lavoro sporco”. Niente di più distante dalla realtà di questa visione che vorrebbe schiacciare la componente femminile di questa lotta, su un'unica, riduttiva, dimensione. Le donne della Valsusa sono per noi un grande esempio proprio perchè rifiutano quest'alternativa forzata, retaggio del sistema patriarcale. O angeli del focolare o professioniste degli scontri, cattive ragazze, black bloc...tanto per citare solo alcune delle espressioni spesso usate dalla stampa. Nella vita reale ognuna di noi ricopre -spesso in maniera sfaccettata- ciascuno di questi ruoli ed è proprio questa la nostra forza. Le donne della Valsusa preparano il tè, vanno alle reti, bloccano l'autostrada con i loro corpi e si incatenano alle recinzioni come Marisa ed è proprio attraverso questi processi che una collettività si soggettivizza e rivede anche gli stereotipi collegati ai generi, come ci ricorda sempre Ermelinda nella sua intervista.

giovedì 19 aprile 2012

Incontro sul post porno - Bibliografia e sitografia

Pubblichiamo la bibliografia del materiale utilizzato per l'incontro del 17 aprile scorso, 'Riappropriazione dell'immaginario sessuale e decostruzione degli stereotipi eteronormativi: la sfida politica del Post porno'

RINGRAZIAMENTI PER MATERIALI E SUGGERIMENTI
Rachele Borghi, Be/coming collective in particolare Alice e Helena, Slavina aka Malapecora, Raffella Ferrero Camoletto, tutt* gli/le attivist* e performer, senza i/le qual* non sarebbe stato possibile realizzare questo intervento. Ringraziamo anche le curatrici del libro “Femministe a parole. Grovigli da districare” che ci hanno permesso di utilizzare materiale inedito.

sabato 14 aprile 2012

Prossima riunione del laboratorio

Lunedì alle ore 17.30 si terrà a Palazzo Nuovo nella stanza UniLotta la consueta riunione del laboratario.
Questo appuntamento sarà l'occasione per discutere a proposito di 2 giornate di Workshop che si terranno a Palazzo Nuovo a metà maggio.
Sarà uno spazio per discutere  di genere e lavoro, della riforma in corso, di come

venerdì 13 aprile 2012

Riappropriazione dell'immaginario sessuale e decostruzione degli stereotipi eteronormativi: la sfida politica del Post porno

Martedì 17 aprile dalle ore 14 alle ore 17

c/o l'aula 6, Palazzina Einaudi dell'Università Degli Studi di Torino
in Lungo Dora Siena 68/a

Il Laboratorio Sguardi sui Generis sarà ospite del Laboratorio di Scienze Sociali a cura della Prof.ssa Raffaella Ferrero Camoletto per proporre un incontro su:

Riappropriazione dell'immaginario sessuale e decostruzione degli stereotipi eteronormativi: la sfida del Post porno.

Vi aspettiamo numerose/e per dar vita uno scambio di idee riflessioni sull'argomento!